Edilizia

Il progetto è giusto. Il cantiere no.

Il progetto approvato è una cosa. La realtà del cantiere, spesso, è un'altra. Una riflessione sul gap tra disegno e opera.

Il progetto è giusto. Il cantiere no.

“Il progetto è giusto. Il cantiere no”.

Il progetto approvato è una cosa. La realtà del cantiere, spesso, è un’altra.

Apri una parete e trovi impiantistica non censita. Smonti un solaio e la struttura è diversa da quella attesa. Rimuovi un pavimento e scopri che il sottofondo non è quello indicato nei disegni.

Non è un’eccezione. È la norma.

Un buon direttore dei lavori lo sa prima ancora di entrare in cantiere. E lo sa perché non lavora “sul” progetto; lavora “con” il progetto. Che è una cosa diversa.

Lavorare con il progetto significa trattarlo come una mappa, non come una certezza. Significa avere già in testa le domande da farsi quando la mappa non corrisponde al terreno. Significa non fermarsi davanti all’imprevisto, ma usarlo.

La gestione dell’imprevisto non è una competenza di emergenza. È una competenza di metodo. Fa parte del lavoro, esattamente come redigere un computo metrico o verificare una struttura.

Chi non la considera tale, prima o poi, si trova a rincorrere il cantiere invece di guidarlo.

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